Ci hanno detto che bisognava rimettere insieme i pezzi. Come se la vita fosse un vaso rotto.
Come se esistesse una versione integra di noi da recuperare sotto le macerie. Ma forse è una delle bugie più persistenti della contemporaneità.
Perché il Terzo Millennio non produce individui completi. Produce frammenti. Pezzi.
Pezzi di attenzione distribuiti tra quindici app. Pezzi di identità sparsi tra profili, avatar, nickname e password dimenticate. Pezzi di sonno. Pezzi di memoria. Pezzi di fegato. Pezzi di naso. Pezzi di anima chimicamente modificati per arrivare fino a lunedì.
Siamo diventati una civiltà che consuma frammenti e si nutre di frammenti. La nostra ricetta nazionale dovrebbe chiamarsi così: Pasta coi Pezzi. Non ragù. Non carbonara.
Pezzi.
Perché ovunque guardi trovi qualcuno che sta cercando di tenersi insieme con materiali incompatibili: un po’ di cocaina per sentirsi all’altezza, un po’ di ketamina per non sentire niente, un po’ di terapia, un po’ di palestra, un po’ di mindfulness, un po’ di personal branding, un po’ di psicofarmaci, un po’ di spiritualità acquistata online con spedizione Prime.
Tutto mescolato nello stesso pentolone. Tutto contemporaneamente. Tutto urgentemente.
La società chiama questo equilibrio. Ma assomiglia molto di più a una mantecatura disperata.
La gastronomia della dissociazione
C’è stato un momento storico in cui le droghe promettevano espansione. Oggi promettono manutenzione. Non servono per andare oltre. Servono per arrivare a sera. Non servono per diventare altro. Servono per continuare a essere ciò che il sistema pretende. Per performare, anestetizzare, per funzionare. Riaccendersi, per spegnersi.
L’essere umano contemporaneo assomiglia sempre meno a un organismo. Sempre più a un software pieno di patch. Un aggiornamento d’emergenza sopra l’altro.
Stare a pezzi è diventato un mercato
La cosa più punk non è che siamo distrutti. È che qualcuno ha trovato il modo di monetizzare ogni frammento.
La tua ansia genera engagement. La tua solitudine genera abbonamenti. La tua insicurezza genera consumi. La tua depressione genera dati.
Ogni crepa è stata trasformata in un modello di business. Non ti vendono la guarigione. Ti vendono la gestione dell’emergenza. Perché una persona completamente risolta è economicamente poco interessante. Una persona eternamente incompleta invece produce valore all’infinito.
Il grande inganno
Ci raccontano che dobbiamo aggiustarci. Ottimizzarci. Migliorarci. Ricostruirci. Ma quasi nessuno si chiede una cosa.
E se il problema non fossero i pezzi?
E se il problema fosse il sistema che pretende continuamente di spezzarti?
Più lavori. Più corri. Più performi. Più ti dividi.
Versione professionale. Versione sessuale. Versione digitale. Versione pubblica. Versione privata. Versione algoritmica.
Alla fine non sai più quale sia l’originale. Perché probabilmente non esiste più.